Fumo asfissiante in zona Via Alessandria – Via Bari: Quali sono le responsabilità?

Posted on 18/07/2013

Alcuni giorni orsono nell’area pubblica posta all’incrocio tra le vie Alessandria e Bari che, dopo un lungo periodo di colpevole incuria era stata ripulita per essere destinata a parco pubblico, aveva fatto la sua comparsa un container – centrale termica da cantiere, con relativa dotazione di serbatoio del carburante.

Il tutto a pochi metri della abitazioni di via Alessandria, appena delimitato da una recinzione provvisoria da cantiere, senza alcun cartello né del Comune (titolare dell’area) né del Ente proprietario dell’impianto (sembra la SEL) e senza che fosse fornita alcuna informazione preventiva ai residenti circa la natura e lo scopo di tale impianto, né la durata del suo esercizio.

Un impianto evidentemente incompatibile con la presenza delle abitazioni, dotato di un camino per lo scarico dei fumi di combustione alto non più di tre metri, quindi ben al di sotto delle finestre anche dei piani più bassi degli edifici, destinato oltretutto ad operare di notte, con il conseguente rumore prodotto.

Ma tant’è: per il quartiere Don Bosco un simile impianto deve essere sembrato accettabile; sorge spontanea la domanda se un tale tipo di impianto sarebbe stato autorizzato in piazza Gries, a ridosso delle case.

Peccato che nella notte tra mercoledì 17 e giovedì 18 luglio, questa caldaia da cantiere ha iniziato ad emettere un fumo acre e denso che ha reso rapidamente irrespirabile l’aria in buona parte del quartiere, con decine di cittadini preoccupati ed infuriati che, scesi in strada, si sentivano rispondere dai Vigili del Fuoco e dalla Polizia di chiudersi in casa ed aspettare, una situazione durata incredibilmente tutta la notte ed indegna di una città civile. Diversi cittadini sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari per i malori causati dai fumi asfissianti emessi da questa caldaia.

Quanto sopra premesso,
si interrogano il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

1. Chi ha autorizzato in Comune la messa in opera di questa centrale termica a pochi metri delle case ?

2. A quale Ente appartiene e qual è lo scopo di questo impianto ?

3. Perché non è stato esposto alcun tipo di cartellonistica che illustrasse la tipologia dell’opera e gli estremi degli atti autorizzativi

4. Quali sono le responsabilità per quanto accaduto ed a chi vanno imputate?

5. Cosa intende fare questa Amministrazione per risarcire i cittadini del grave disagio subito e per evitare che un simile fatto possa ripetersi ?

A termini di regolamento si richiede risposta scritta (entro 15 gg dal ricevimento dell’interrogazione, art. 14 del Regolamento).

Bolzano, 18 luglio 2013

Unitalia – Movimento Iniziativa Sociale

Ing. Gianfranco Piccolin
Consigliere Comunale di Bolzano