Impianti sportivi: la sicurezza sempre più latitante

Posted on 18/10/2013

La situazione di degrado in cui versa la nostra città si fa sempre più preoccupante.
Quello della microcriminalità è un dato che, quotidianamente, viene alimentato dalla reiterazione di reati legati soprattutto a furti ed aggressioni.
I ladri non risparmiano niente e nulla, e poco importa se il terreno di caccia sono le strutture dove i nostri giovani svolgono le attività ricreative e sportive.
Il dato emerge anche dalla denuncia dell’Us Stella Azzurra che in un solo mese ha lamentato il furto di 4 cellulari, cinquanta euro ed un paio di scarpe da passeggio.
Il tutto perpetrato ad opera dei soliti ignoti all’interno degli spogliatoi del campo Resia C.
I furti sono stati compiuti in giorni diversi ed in orari diversi, questo a significare quanto i criminali in questione non abbiano particolari preoccupazione nel “lavorare” nelle ore diurne quanto in quelle serali.
Ma i furti lamentati dall’associazione sportiva inducono ad una valutazione circa il livello di sicurezza che, in questi casi, è pressoché inesistente.
Il centro sportivo in cui i giovani svolgono al loro attività dev’essere considerato alla stessa stregua di un plesso scolastico e, come tale, dev’essere assicurata la vigilanza ed il controllo necessari alla tutela dell’incolumità fisica delle persone e del loro patrimonio.
Chi opera in queste strutture sa benissimo che attorno al mondo sportivo, e quello del calcio in particolare, ci sono delle comunità composte da giovani, atleti, dirigenti, genitori, che affollano le strutture prima durante e dopo ogni attività. E’ impensabile che questo luoghi non vengano monitorati e sorvegliati dalle forze dell’ordine , così come è impensabile che l’amministrazione comunale non sia sensibile ad un argomento che è diventato di scottante attualità.
L’altra sera è toccato al presidente dell’Us Stella Azzurra tentare di difendere il patrimonio dei propri ragazzi dall’aggressione di un delinquente. Una difesa che fortunatamente non ha prodotto delle conseguenze rilevanti, sotto il profilo dell’incolumità, ma ha prodotto l’ennesimo bottino di cellulari (2).
Fino a quando dovremo assistere a queste rappresentazioni criminali?
Non basta dire: chiudete gli spogliatoi a chiave!
Un consiglio che serve solo a scrollarsi di dosso il vero problema che è quello di una impiantistica fatiscente ed estremamente vulnerabile.
Impiantistica fatiscente e criminalità dilagante, due problemi dove il termine sicurezza, è proprio il caso di dirlo, è latitante.

Bolzano, 19 ottobre 2013

Unitalia – Movimento Iniziativa Sociale

Ing. Gianfranco Piccolin
Consigliere Comunale di Bolzano