LA CRIMINALITA’ SI BATTE SOLO CON MEZZI ESTREMI

Posted on 03/04/2013

Una Pattuglia della poliziaC’è la droga spacciata in ogni dove, casi spaventosi di stupro e violenza sulle donne, scippi sempre più numerosi e impavidi, furti con o senza scasso dentro e fuori dagli appartamenti e dai negozi, c’è delinquenza conclamata e sempre più efferata. È un dato di fatto incontrovertibile come fondamentale è l’ esigenza di controbatterla quasi fosse divenuta un cancro sempre più feroce e consistente all’ interno di una società che, a ragione, si sente sempre meno protetta e appare colpita, spaventata e trafitta da questa insostenibile situazione. Specialmente quando la tragedia malavitosa colpisce nelle zone cittadine più socialmente deboli ed indifese. Su questo tutti concordiamo e molti saccenti pongono, come fosse la prima volta e non distanti dall’ idea che la campagna elettorale e’ già cominciata, soluzioni e proposte che, dal mio punto di vista servono solo a mantenere la situazione tale e quale creando un effetto placebo sulla popolazione: aumento della presenza di forze dell’ ordine, creazione di distaccamenti circoscrizionali della polizia nazionale e municipale, installazione di fotocamere in ogni via, vicolo e piazza, istituzione di colonnine anti stupro per chiamate rapide di soccorso, ronde militarizzate nei quartieri e…via disquisendo. Tutte queste proposte, buttate in pasto all’opinione pubblica servono solo a confondere le idee e a tenere celate le vere ed uniche vie di uscita alla tragica situazione che è sotto gli occhi di tutti. Servono infatti a creare espedienti figurativi che poco impattano sul lato pratico e hanno lo scopo di tranquillizzare, ritengo solo temporaneamente, i cittadini che chiedo o interventi costruttivi e non palliativi che non avranno nessuna efficacia sul lato pratico. Perché? Le ragioni sono semplici: poco conta individuare i responsabili dei reati quando la polizia e i carabinieri lo fanno decine di volte in un qualsiasi giorno dell’ anno se poi non esistono leggi che permettano di applicare severe e certe punizioni. Non servono telecamere per individuare chi spaccia se poi, arrestato, non gli vengono inflitti almeno 10 anni di galera invece di vederlo in libertà già il giorno dopo; non serve arrestare chi scippa le vecchiette se non lo si fa marcire nelle patrie prigioni per almeno 5 anni nutrendo lo con pane ed acqua; non occorre sapere chi stupra se invece che chiuderlo  in gattabuia e buttare via le chiavi dopo 3 mesi di prigione torna libero e ripercorre lo stesso ignobile cammino. È il sistema che è marcio nelle sue stesse radici anche in questo tragico caso: troppo garantismo, troppa impunita’, troppa sopportazione. In un tale sistema chi vuole commettere crimini li compie per una semplice ragione: il rischio vale la candela e questo ragionamento lo fa ogni criminale, ogni giorno, in ogni zona e comune della nostra Italia. Il problema quindi si risolve solo con un inasprimento delle pene, con la certezza che i debiti con la giustizia vengano pagati anche con gli interessi, con l’ applicazione di detenzioni che prevedano lavori forzati e castrazioni chimiche per chi stupra le donne e sevizia bambini. Questo  e’ l’unico rimedio, il più giusto ed il meno oneroso; il resto e’ pura e semplice ipocrisia applicata a forme di strumentalizzazione anche e soprattutto politica dalla quale il cittadino deve prendere le distanze in modo definitivo!

Donato Seppi