Politiche del lavoro, economiche e commerciali

· Superamento dei criteri legati alla proporzionale etnica per le assunzioni negli enti pubblici o equiparati. Bisogna privilegiare i cittadini secondo i criteri del bisogno e del merito, e non sulla base della loro appartenenza linguistica.

· Nessun finanziamento pubblico alla politica. Impegno per tutte le forze politiche alla rinuncia ai rimborsi elettorali, come già deciso da Unitalia.

· Taglio degli stipendi di Consiglieri, Assessori, Presidenti e Sindaci, agganciando i compensi dei politici al reddito precedentemente realizzato nella loro professione, applicando dei limiti minimi e massimi.

· Assoluta trasparenza nella gestione dei soldi pubblici da parte degli eletti in tutti i Consigli ed in tutte le Giunte, dalla Provincia alle Circoscrizioni.

· Preservare e contenere l’attuale organico di dipendenti della Provincia, dei Comuni e degli Enti pubblici, ottimizzando l’impiego del personale già disponibile, senza ridurre la qualità dei servizi ed assegnando di incarichi esterni solamente quando sia strettamente e dimostratamente necessario. Sia fatto divieto di dare incarichi esterni a ex dipendenti in quiescenza.

· Migliorare il rendimento dei patrimoni immobiliari della Provincia e dei Comuni, al fine di contribuire ai bilanci pubblici, salvaguardando, contemporaneamente le primarie finalità sociali ed assistenziali delle case popolari.

· Mantenimento del controllo e valorizzazione delle società di servizi a partecipazione pubblica, in grado di contribuire al finanziamento dei bilanci di Provincia e Comuni.

· Favorire il coinvolgimento dei potenziali investitori privati nel finanziamento delle opere di interesse pubblico per mezzo di sponsorizzazioni o compartecipazioni.

· Rivedere il sistema di finanziamento provinciale alla città di Bolzano: revisione del nuovo modello di ripartizione dei mezzi finanziari messi a disposizione dei Comuni dell’Alto Adige dalla Provincia, e dal consorzio dei Comuni con particolare riguardo agli inaccettabili tagli ai finanziamentialla città capoluogo e al Comune di Merano.

· Manteniamo la nostra contrarietà alle circoscrizioni che, in realtà municipali con residenti inferiori a 100.000 non avrebbero ragione di esistere, specialmente in totale assenza di potenzialità deliberative e autonomia decisionale.

· Riduzione delle aliquote addizionali IRPEF regionale e comunali applicate sulle buste paga dei lavoratori dipendenti, al fine di liberare risorse economiche per i consumi delle famiglie.

· Impegno concreto per la soppressione dell’IRAP, al fine di liberare risorse economiche per le aziende che intendono investire ed assumere

· Impegno concreto per la soppressione dell’IMU sulla prima casa. Su tutti gli immobili ad uso residenziale e commerciale, ampie riduzioni entro i margini di competenza degli Enti locali, quale incentivo alla ripresa al mercato immobiliare e delle costruzioni.

· Scongiurare qualsiasi aumento a livello comunale e provinciale del costo dell’acqua potabile, dei rifiuti, del gas, della corrente elettrica e di tutti i servizi pubblici.

· Incentivazione ed agevolazioni economiche per aziende e i giovani imprenditori nei settori economici in difficoltà, con particolare attenzione alle piccole-medie imprese artigiane.

· Impiego delle persone disoccupate per coprire i posti di guardie ecologiche, nonni vigili, sgombro neve, aiuto giardineria ecc.

· Garantire una maggiore sicurezza sui posti di lavoro, aumentando il numero di ispettori chiamati al controllo del rispetto delle normative poste a salvaguardia dell’incolumità dei lavoratori.

· Precedenza assoluta nell’assegnazione di aree edificabili ed incentivi e sgravi tributari per le imprese locali che si impegnino a produrre nuova occupazione e/o ad espandere le propria attività produttive o commerciali nel nostro territorio.

· Sostegno al commercio di vicinato nelle città e nei quartieri ad alta densità abitativa, con un piano di sovvenzioni e sgravi fiscali e tariffari rivolto ai piccoli commercianti.

· Contrasto sistematico delle attività di vendita esercitate illegalmente ed abusivamente a danno e scapito dei commercianti onesti, dei produttori regolari, del cittadino consumatore e contribuente.

· Valorizzazione delle zone commerciali periferiche attraverso la promozione di eventi di intrattenimento, culturali e sportivi di respiro nazionale ed internazionale.

· Rilancio sportivo e commerciale dell’ippodromo di Merano, in modo che la struttura non sia usata solamente per le corse ippiche ma anche per
manifestazioni di ogni genere (concerti, sfilate di moda, mostre, raduni auto d’epoca, ecc.)

· Liberalizzazione della vendita al minuto anche nelle zone produttive, come previsto dalle norme nazionali, al fine di consentire la realizzazione di nuovi centri commerciali nella logica sociale che “maggiore concorrenza porta a migliore convenienza per l’utente”.