PRU Via Alto Adige

Posted on 07/01/2014

Sottoposta con molta, anzi troppa, sbrigatività oggi dall’Assessora Pasquali l’ultima proposta pervenuta in ordine di tempo, dalla cordata di imprenditori altoatesini, per la riqualificazione urbana di Via Alto Adige.
Al riguardo non si può che annotare alcuni elementi circa le modalità che alla luce, delle modifiche introdotte alla Legge 13 con l’art. 55 quinqiues, impongono l’adozione di decisioni entro tempi non più biblici, come si era abituati a fare, ma finalmente concretamente definiti.
Punto primo. Il degrado. Indiscutibilmente esiste un interesse pubblico primario di riqualificazione del quadrilatero tra Via Alto Adige Via Garibaldi Via Perathoner e viale Stazione non fosse altro che per la trasandatezza che lo contraddistingue. Questo recupero però non deve andare a discapito di altri quartieri nel senso che le macellerie halal, i giochi-scommesse, le video lottery e i sexy shop, che auspicabilmente in un disegno di riqualifica devono sparire, ebbene che per questi vi siano certezze affinché non vadano a infettare altre zone della città. Così come di certezze c’è bisogno anche rispetto al trasferimento degli occupanti delle sovraffollate abitazioni di Via Garibaldi 20, affinché non nascano analoghe criticità in altre aree della città. Analogo discorso per il parco della stazione, che evidentemente non potrà e non dovrà più essere luogo di bivacco, e in questa direzione si dovrà operare in accordo con le forze dell’ordine.
Secondo punto. La mobilità. Tutto sembra ruotare attorno alle necessità e ai bisogni del nuovo insediamento lasciando irrisolti i nodi di una viabilità cittadina che, nell’imbuto già congestionato di Via Garibaldi, rischia di arrivare al collasso. Indispensabile fare un ragionamento esteso e completo che non lasci fuori alcun asse portante della città anche in una prospettiva di un aumento del traffico veicolare indotto dalla creazione di nuovi poli di interesse. Ciò partendo dall’idea che nei criteri di scelta delle proposte debba essere previsto e prescritto, per esempio, l’interramento di tutto il traffico veicolare di attraversamento e approdo da Via Renon, piazza stazione, via Garibaldi, Via Alto Adige e piazza Verdi. Soluzione tecnicamente assolutamente praticabile che permetterebbe la restituzione del suolo alle comunicazioni di vicinato e alla pedonalizzazione.
Terzo punto. Indispensabile definire le funzioni pubbliche e private che si vuole collocare nel quadrilatero anche in funzione di quello che saranno le destinazioni che si vorrà dare all’altra zona di recupero attigua che è l’areale ferroviario. A questo riguardo quindi oltre a fin d’ora utile determinare entità degli spazi utili e necessari per il commercio, per i servizi, per l’ospitalità, per la residenza e sia di qua che di là della ferrovia.
Risolti i nodi nevralgici della pianificazione non v’è dubbio alcuno sul fatto che l’area abbisogni di un intervento da parte di qualcuno e se questo qualcuno non può essere il pubblico per ragioni di disponibilità e soprattutto di tempi, ben venga l’iniziativa privata.

Bolzano 07.01.2014
Luigi Schiatti, consigliere comunale Unitalia