RIFONDAZIONE REPLICA AL SOTTOSCRITTO SUL CORRIERE DELL’ ALTO ADIGE E IO REPLICO A RIFONDAZIONE!

Posted on 02/10/2013

GRUPPO CONSILIARE PROVINCIALE UNITALIA

Era evidente che posti dinnanzi ad una semplice osservazione, presentata peraltro in buona fede, nella quale stigmatizzavo, fra il resto, la rispettabilità dei Loro candidati e della loro lista, i ” rifondatori comunisti” avessero motivo per prenderla male! E’ sempre così quando si affermano verità incontestabili.
E infatti avallano in pieno, anche nella loro replica, la sostanza delle mie osservazioni: da partito dei lavoratori – quelli delle fabbriche e dei cantieri – sembrano essere passati alla difesa esclusiva degli interessi degli immigrati. È una scelta del tutto legittima quanto innegabile, mancherebbe altro, ma altrettanto cosciente e’ la ragione della mia osservazione preso atto, da loro fra il resto confermato, che di operai in lista non ne hanno neanche uno. Gli operai “sono in seconda fila” affermano loro e ci daranno il loro consenso. Questo lo vedremo e glielo auguro; ma che fine ha fatto lo slogan per loro storico che conoscevamo e suonava “studenti e operai uniti nella lotta!” ??A quei tempi, gli operai non “erano certamente relegati in seconda fila!”. Oggi, preso atto dei cambiamenti, potrebbero coerentemente con gli stessi, coniarne un altro: “professori e immigrati assieme nella battaglia”. Progressi se ne notano anche in altri campi: dalle solite trite e ritrite offese del passato, lanciate a chiunque non la pensasse come Loro e usate sempre quando in totale assenza di argomentazioni, sono passati dal “fascista” al “razzista”,al “popolista”e al “demagogo”. Un passo avanti davvero degno del massimo interesse.
Mi permetto, in chiusura, di fare una proposta: ai corsi tenuti a titolo gratuito – siamo davvero certi che non ottengano contributi pubblici per questa iniziativa?? – e destinati encomiabilmente dalla Loro associazione “Scioglilingua” per insegnare l’ italiano agli immigrati perché non affiancare anche dei corsi di tedesco per affinare la conoscenza della seconda lingua ai figli degli operai che non possono permettersi di pagare insegnanti privati? Certo, comprendiamo benissimo che per coerenza assoluta anche i figli dei proletari – questo termine lo hanno, chissà perché abbandonato per strada – e’ destinata, come per i loro padri ” la seconda fila”. Potrebbero conciliare la posizione di retroguardia iniziando comunque le lezioni quando gli immigrati hanno terminato le Loro.
Bolzano, 01 ottobre 2013
Donato Seppi
UNITALIA