Stipendi dei futuri consiglieri provinciali

Posted on 17/10/2013

Solletica il prurito di molti candidati ma soprattutto di tanti elettori il tema dei sostanziosi emolumenti corrisposti ai consiglieri provinciali.
Non v’è alcun dubbio che il rapporto costi / benefici tra quanto il singolo consigliere costa e quanto mediamente profonde ai più possa risultare estremamente sfavorevole per le casse pubbliche.
Tuttavia é ora di spazzare via gli infingimenti ipocriti del qualunquismo dilagante che vorrebbe livellare meriti e capacita. Me ne guardo bene dal sostenere quanto banalmente affermato dai populisti arruffosi oggi di moda secondo i quali l’indennità spettante non debba superare un certo o un altro quid. Sono i primi, loro, a dar sfoggio dell’atavica ‘fame’ non appena approdano agli scranni e iniziano la rincorsa agli scontrini di spesa da esibire per i rimborsi. Clamorosi i deputati grillini catapultati da un precariato o da un banco di supermercato ai più alti scranni della repubik grazie ai qualche ‘mi piace’ su fb, che un giorno si e un altro anche si scannano tra pasdaran dei 2500 euro al mese e incettatori di ricevute spese.
Io dico solo questo. Al fine di scongiurare che a fare le leggi sia un’accozzaglia di buzzurri frustrati n possesso della scuola dell’obbligo alla ricerca di una scorciatoia per il riscatto sociale che certo mai la posizione potrebbe garantire loro, io dico che il candidato che approda ai banchi del consiglio provinciale deve continuare a percepire quanto fino ad allora ha dichiarato. Cosi anche gli evasori sarebbero sistemati.
Fin d’ora personalmente mi impegno a riscuotere un’indennità corrispondente ai mie attuali redditi, non una lira di più.
Lugi Schiatti
Candidato di UNITALIA