Urzì non ha alcun diritto di decidere chi è destinato o meno alla rottamazione politica.

Posted on 31/10/2013

UFFICIO POLITICO DI UNITALIA

Non penso che in questa fase così delicata, caratterizzata dalla debacle totale del centro destra, ci possa essere qualcuno che, eletto in estremis, azzarda giudizi in casa altrui o abbia, addirittura, la prepotenza e l’arroganza di emettere sentenze su chi deve o non deve lasciare la politica attiva.
Prima perché la Destra in Alto Adige non perde consensi a differenza di quella parte pseudo centrista di cui Urzì fa parte: Unitalia cede il 20% che è esattamente la percentuale in piu di Coloro che hanno disertato le urne rispetto alle ultime provinciali. Se poi vogliamo coniugare l’area politica a cui ci riferiamo, che è quella da cui ha attinto voti anche la Destra di Storace, non può sfuggire che la somma dei voti ottenuta da noi e Loro è addirittura maggiore di quella dell’ultima tornata elettorale malgrado, e va ribadito, l’astensionismo sia aumentato del 20% da parte degli elettori italiani.
Questo chiarito, esclusivamente sulla base dei numeri, il pulpito di carta pesta da cui parla Urzì che, senza l’apporto di Vezzali e dei Suoi fedelissimi (minimo 1.800 voti), avrebbe ottenuto un risultato del tutto simile a quello di Minniti ( come l’enorme numero di preferenze da Urzì perse sta chiaramente a dimostrare), poggia sulla argilla della speculazione politica più abominevole e sposa in pieno la sua indole sempre e comunque “paraculistica”. Non tanto perché sia Holzmann prima, che la Biancofiore dopo, hanno costruito, le sue fortune politiche ma anche soprattutto perché fino ad un mese prima della presentazione delle liste Urzì e Vezzali mi chiesero espressamente di fare entrare Unitalia nel Loro progetto politico. Possibile che in due mesi sia divenuto, da auspicato alleato, a soggetto degno della rottamazione?
Sia quindi chiaro ad Urzì, entrato si in Consiglio per il rotto della cuffia, ma perdente migliaia di preferenze, che non gli è consentito di riferirsi al sottoscritto invitandolo a lasciare la politica perché la mia passione mi impone di restare a presiedere Unitalia in quanto io sono entrato nell’ agone politico dopo decenni di militanza e tre elezioni in Consiglio Provinciale. Questo lo debbo solo a me Stesso e agli elettori che in me e negli Uomini e nelle Donne di Unitalia hanno posto fiducia e non certamente a favoritismi di altri, leggasi Holzmann e Biancofiore, senza i Quali Urzì sarebbe a “fare un altro lavoro”. Non volevo, non voglio e non vorrò, creare ulteriori polemiche e beghe da giro scale con chiunque sia nell’area del centro destra ma sia chiaro ad Urzì, come a chiunque altro, che prima di citare Unitalia e il sottoscritto devono sciacquarsi molto bene la bocca non solo con l’acqua ma anche con l’acido muriatico.

Bolzano, 31 ottobre 2013

Donato Seppi
UNITALIA